Ci sono calciatori fatti per apparire, per finire in prima pagina e sulle copertine di gossip; ci sono calciatori che si comportano in modo ecclatante, fanno dell'esibizionismo un'arte e in campo fanno il loro lavoretto per fare felice l'allenatore e le proprie statistiche.
E poi c'è Samuel Eto'o.
Lui sta zitto, spesso sorride e corre come un leone, perchè è un leone; potente, intelligente e tremendamente elegante. Nelle sue vene c'è tutto il sangue danzante dell'Africa, nella sua testa c'è tutta la serentità di un fenomeno che non ha bisogno di sventolarlo ai quattro venti, nei suoi muscoli c'è un'orchestra che esegue Vivaldi e rende le sue giocate armoniche e inebrianti.
Quest'anno ha fatto tribuna e panchina, è stato spesso sostituito ed è stato anche preferito a Pandev (che ierisera contro il Chelsea sembrava un mongolino); erano due mesi che non segnava ma a Catania, tre giorni fa, solo davanti al portiere ha passato la palla a Milito per fare segnare lui.
Poi, come non bastasse, la settimana scorsa ti sei classificato secondo come miglior giocatore africano proprio dietro a Drogba. Ma tutto questo non è stato sufficiente a scalfire la tua tranquillità, e ieri, davanti ad uno stadio pieno di tifosi avversari, hai dimostrato ampiamente chi è il miglior giocatore africano. Mentre Drogba veniva espulso come un bambino irritato che non riesce a contenere la sua arrabbiatura, tu regalavi alla tua squadra la più grande soddisfazione degli ultimi venti anni.
mercoledì 17 marzo 2010
Eto'o contro Drogba
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