31 Gennaio 2010
- La prima è che, a parte il dramma del Togo peraltro avvenuto prima dell'inizio del Torneo, la manifestazione si è svolta in totale sicurezza e non vi sono stati scontri e disordini neanche nelle sfide più calde.
- La seconda è che nell'Africa del calcio non esistono soltanto 3 o 4 nazioni. Si è visto giocare un gran calcio in questa CAF 2010, caratterizzata da nazionali emergenti che a tratti esprimevano un gioco perfetto ed estremamente tecnico nonostante la percentuale di loro giocatori nei campionati europei fosse esigua. Un elogio va fatto alle federazioni di Gabon, Tunisia e soprattutto Zambia, vere rivelazioni, perchè il loro grande lavoro mai elogiato dai mass media possa condurle tra le big del mondo entro qualche anno.
- La terza è che il Calcio africano è fatto sì di fisco, velocità e potenza, ma anche di un incredibile cuore, che batte al ritmo dei tamburi e delle musiche che si odono per 90 minuti dagli spalti. Un entusiasmo contagioso e pirotecnico, che porta i giocatori a dare il 110% in campo. La voglia di sfondare e di mettersi in mostra agli occhi del calcio Occidentale, ma anche la possibilità di dare emozioni ad un popolo che troppo spesso trova le sue maggiori soddisfazione nel calcio.
Esaltante la gara di apertura Angola-Mali 4-4.
Geniale la vittoria del Gabon 1-0 sul Camerun.
Epica l'Algeria che finisce in 8 uomini la supersfida con l'Egitto.
GRANDI CONFERME
Gyan Asamoah (Ghana), Kanoutè (Mali), Eto'o (Camerun), Mikel (Nigeria), Drogba e Kalou (Costa d'Avorio), Sissoko (Mali)
GRANDI DELUSIONI
Martins e Obinna (Nigeria), Meghni (Algeria)
GRANDI SCOPERTE
Saadane (Algeria), Mulenga (Zambia), Ayew (Ghana), Dindane (Costa d'Avorio; in patria è più amato di Drogba), Keita e Sidibe (Mali)
CHICCHE:
1) Gyan Asamoah, ex Udinese, aveva dichiarato precedentemente (mossa alla Babe Ruth) che avrebbe condotto il Ghana in semifinale con un suo gol, e così è stato nell'1-0 contro la Nigeria.
2) La Nazionale maliana è stata eliminata al primo turno della Coppa d'Africa non per demeriti propri, ma per un "pasticcione scandinavo". Angola e Algeria si sono affrontate nell'ultima partita del girone e ad entrambe le squadre bastava un punto per qualificarsi ed eliminare il Mali; la partita è "ovviamente" finita con uno dei più brutti 0-0 che la storia del calcio abbia mai visto. La partita è stata dichiarata regolare nonostante il reclamo della Federcalcio del Mali, che ha esonerato dall'incarico di ct Stephen Keshi.
3) L'Egitto, dopo essere stato escluso dal mondiale dall'odiata Algeria, ha raggiunto la finale della Coppa d'Africa, apprestandosi a vincerla per la terza volta consecutiva, grazie ad una netta ma alquanto "zozza" vittoria 4-0 proprio contro l'Algeria; la partia era stata definita da innumerevoli testate giornalistiche nordafricane con un esaustivo appellativo "guerra santa".
4) Il Girone D è finito nel pomeriggio con 3 squadre a 4 punti: Gabon, Camerun e Zambia. Una situazione che ha gettato nella confusione più totale gli organizzatori, poichè tra essi nessuno sapeva con esattezza la classifica finale (dato che punti e differenza reti erano uguali per le tre squadre). Soltanto in serata la soluzione dell'enigma, con il passaggio alla fase successiva di Zambia e Camerun per maggior numero di gol segnati.
5) Il Ghana ha acceduto alla semifinale dopo una lunghissima sfida ai rigori contro la Nigeria; la lotteria è stata risolta dopo circa mezz'ora dall'estremo difensore della Nigeria Enyeama, che prima ha parato il rigore del collega Mweene e poi lo ha trafitto spiazzandolo.
6) La Nigeria, allenata dall'esperto tecnico tedesco Berti Vogts (vincitore dell'Europeo del 1996 con la Germania), ha espresso un calcio nettamente sotto le proprie capacità, tanto da mettere in dubbio la panchina. Esonero di un ct europeo che avrebbe avuto dell'incredibile nel continente Africano, ma l'assenza di gioco ha rischiato di far perdere alla Nigeria l'accesso ai quarti di finale. Il tecnico Vogts, invece che assumersi le proprie responsabilità ha dichiarato altezzoso: “la colpa è di questa questa federazione in cui c’è poca organizzazione.”
7) Il record di gol è detenuto dall’ivoriano Laurent Pokouè con 14 reti (fatte tutte in due sole prolifiche edizioni, nel 1968 e nel 1970); a ruota segue Samuel Eto’o che, alla quinta Coppa D'Africa, ha avuto la concreta possibilità di issarsi sul trono di capocannoniere all-time del torneo, ma si è fermato a quota 13, eguagliando il risultato del nigeriano Rashidi Yekini.
Il record di presenze è del capitano del Camerun Rigobert Song che parteciperà alla sua settima Coppa d’Africa. La sua prima coppa d’Africa fu in Sudafrica nel ’96; due anni prima, 17enne, partecipò al mondiale negli Stati Uniti ma non alla Coppa d’Africa.
I NOMI DELLE NAZIONALI DI CALCIO
I nomi delle principali nazionali, già noti ai più:
Nigeria: Super Eagles (le Super Aquile); Costa D'Avorio: Les Elephants (Gli Elefanti); Ghana: Black Stars (le Stelle Nere); Egitto: أحمد حسن (I Faraoni); Camerun: Lions Indompables (Leoni indomabili).
I nomi delle nazionali meno note:
Mali: Les Aigles (le Aquile); Benin: Les Ecureuils (Gli Scoiattoli); Zambia: Chipolopolo (Pallottole di rame, elemento quest’ultimo che caratterizza il sottosuolo del Paese); Tunisia: Les Aigles de Carthage (Le Aquile di Cartagine); Angola: Palancas Negras (Antilopi nere); Algeria: Les Fennecs (le Volpi del Deserto); Malawi: The Flames (Le fiamme); Burkina Faso: Les Etalons (Gli stalloni); Gabon: Azingo Nationale (I gatti selvatici tipici della giungla del Gabon); Mozambico: The Mambas (I Mamba, la specie di serpenti più velenosa al mondo); Togo: Les Eperviers (I falchi).
Un sentito augurio alla federazione calcistica del Togo, alla squadra e alla nazione intera, perchè possa al più presto ritrovare lo spirito e la voglia di tornare a giocare, entusiasmare e sognare.
Un sincero complimenti all'Angola, organizzatrice dell'evento, che oltre ad aver espresso un grande calcio (grande successo essere arrivata ai quarti), si è fatta paladina, attraverso la sua gente e tutta la componente organizzativa dell'evento, di grande educazione, meticolosità e rispetto. Questa Coppa d'Africa lascia presagire che il Mondiale in Sudafrica sarà ancor di più una manifestazione sicura e dove l'unione tra i vari popoli troverà la sua massima espressione.
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